ASTROFOTOGRAFIA: SONO SEMPRE PIU’ FIGO

Sì sì, rimanete pure a fare foto alla vostra modella anoressica monoespressiva, alla vecchietta che attraversa la strada e al gatto che dorme: io, intanto, mi dirigo verso pianeti, nebulose, comete, costellazioni… che non significa che ho intenzione di darmi alle droghe pesanti, ma che ho trovato la soluzione al “quo vadis” astrofotografico.

In sostanza ho rivoluzionato completamente la prima bozza che elencava la lista della spesa, reinterpretandola non in termini assoluti, ma in funzione delle mie esigenze… ed il conto corrente festeggia allegramente, perché con la sola vendita del FE 35 mm sono riuscito a coprire l’intera spesa, conservando, credo, una qualità di tutto rispetto. Mitico!

La scelta è caduta sul Celestron NexStar 127 SLT:

Beh, rispetto al piano originario questa scelta rappresenta ambizioni più contenute, ma mooooolto più contenuti sono pure pesi, dimensioni e costi.

Cosa significa “ambizioni più contenute“? Qui dovrei addentrarmi in specifiche non del tutto pertinenti a questo blog, ma per darvi un ‘idea è come se avessi acquistato un un obiettivo entry level, che non mi permetterà di addentrarmi nel cosiddetto “cielo profondo” (che comunque richiederebbe una fotocamera modificata), ma in cambio godrò di non pochi privilegi in relazione alle mie esigenze, tra cui:

- la focale di ben 1500 mm mi permetterà di osservare (e fotografare) Luna, pianeti, stelle doppie ed i Messier più luminosi, attraverso un sistema ottico di tutto rispetto;

- la sua tecnologia mi eviterà problemi di collimazione, procedura assai noiosa ed impervia per il neofita da competizione che sono;

- la pulsantiera NexStar è aggiornabile via web ed è dotata di SkyAlign con database degli oggetti celesti per la ricerca automatica e l’inseguimento di oltre 4000 oggetti celesti. Per i più navigati questa sarà di sicuro una trovata commerciale, ma per me che mi tuffo in sto mondo è una facilitazione di non poco conto: in altri termini in 5 minuti dovrei essere operativo;

- le misure super contenute ed i pesi ragionevoli lasciano intendere un trasporto fattibile.

Via, dalle letture che ho compiuto sui vari forum ne viene fuori un prodotto simpatico e divertente, non certo esente da limiti, ma che comunque può portare numerose soddisfazioni ad un esordiente totale.

Ho preso l’anello T2 per collegare la fotocamera al telescopio: spero non servano altri accrocchi per adattare la fotocamera, che, contrariamente a quanto preventivato all’inizio, non sarà la A7, bensì la Nex 6: 1) perché mi hanno detto che un sensore ridotto crea meno problemi in termini di copertura dell’immagine e 2) perché così mi risparmio i soldi dello spianatore… o almeno così ho capito.

Ecco, ora sono davvero il più figo della rete  :mrgreen:

ASTROFOTOGRAFIA: QUANTI PROBLEMI

Il discorso dell’astrofotografia è una faccenda complessa. Non poco, tanto.

Il problema è che mi piace. Mi è sempre piaciuta ed il fatto che non l’abbia mai approfondita è stato più per impedimenti vari che non per incostanza.

Per finanziare questa frangia fotografica ho già venduto il FE 35 mm e sono in trattativa per l’Ultron 28 mm… oh, tutto non si può tenere e visto che sulla A7 è perennemente saldato il 55 mm e la Nex 6 mi copre con soddisfazione con un 24 mm equivalente, la fuoriuscita degli altri due bimbi ci sta senza troppi patemi d’animo.

Per dirla in termini pratici: 2/3 abbondanti della spesa sarebbe coperta.

Il discorso va valutato, però, in termini complessivi, ovvero:
1) opportunità reali di fotografia astronomica
2) gestione dello spazio materialmente occupato dall’attrezzatura

1) L’estate mi vede spesso in zone di montagna adatte a questo tipo di fotografia.
Il mio dubbio, però, rimane nel definire quante occasioni avrò di prendermi il mio tempo per compiere tutto ciò che comporta un genere di fotografia così impegnativo e di certo non intuitivo… Non ho manco mai il tempo di montare il treppiede classico… Metter su una montatura equatoriale, con tutte le sue microregolazioni e le sue macrodimensioni odora di inverosimile. Voglio dì: avete mai visto una montatura come la HEQ5 PRO?
Immagino, inoltre, che le prime volte sia necessario un massiccio ciondolamento di palle prima di raggiungere una piena comprensione dei vari settaggi… in altri termini non mi si dovrebbe rompere il cazzo, ma anche qui siamo vicini alla fantafotografia.

Tradotto praticamente: non vorrei trovarmi a spendere una cifra importante per un giochino con cui non potere giocare.

2) Attrezzatura di questo genere necessita di spazio, cosa di cui non dispongo affatto in città. Anche chiusa e riposta in custodia tutta quella roba bisogna ficcarla da qualche parte e magari in un posto che poi non ti faccia passare la voglia di usarla ogni volta che la devi tirare fuori. Poi lo so: va a finire che devo lasciare tutto il baraccone nella casa di montagna, il che farebbe perdere abbastanza di significato tutto il mio impegno. Nel senso: o si compra e si usa oppure tanto vale che me lo leggo sui libri gratis, no?

Insomma, siamo sempre di fronte a forze di causa maggiore che impediscono la facile fruizione del mezzo e tarpano una vocazione.

Ho preso pure in considerazione l’idea di accontentarmi di un binocolo astronomico, il quale potrei montare sul mio Benro con un adattatore, ma io non è che digerisco troppo bene i compromessi e per farmi andare giù questa soluzione sarebbero molte le taniche di ammoniaca che dovrei ingurgitare.

Io sono convinto di potere trovare la combinazione giusta per le mie aspirazioni astrofotgrafiche: devo solo ruotare con più ingegno il cubo.

PER STARE LEGGERI EH

Tanto sono fatto così: prendere o lasciare.

In questi giorni mi è presa male e mi è ribalenata fuori una fissa di qualche tempo fa, ma poi accantonata prima che maturasse completamente… Il problema è che adesso sembra matura.

Si parla di astrofotografia, ma mica quella dove ti piazzi lì a fare le foto alla luna con il 70-300 della Tamarron. Parlo di quella figa.

Eggià, perché se dai fuori dalla porta 5 kg di corredo reflex per stare leggero, è giusto che di kg te ne riprendi 30 dalla finestra.

Il piano di guerra è il seguente.

Ho già portato a termine i primi due punti, ovvero 1) imparare tutti i vari tecnicismi della faccenda, nonché 2) fare un’elaboratissima lista della spesa (ringrazio il mio amico Gianluca per la competenza ed il corso accelerato), che assomiglia molto ad un necrologio del conto corrente.

Ora mi rimane:

3) iscrivermi ad un forum di astrofili per farmi prendere a calci in culo dai guru del settore, in modo da abbandonare l’idea per ripicca e disillusione;

4) iscrivermi ad altri forum nel caso il punto 3 non mi facesse desistere;

5) Attendere almeno due settimane prima di cliccare su “acquista”, sperando che il mondo finisca prima.

6) Ammettere a me stesso che non ho sufficiente spazio per tenere un’attrezzatura simile (effettivamente: ‘n do ca**o la metto?).

Nel caso nulla di questo portasse i risultati sperati, mi toccherà diventare il più figo anche nell’astrofotografia… Eh, è dura essere PDB :P

Bozza della spesa:
- Tecnosky – OTA Rifrattore 80 480 Tripletto Apo FPL 53
- Skywatcher – Montatura equatoriale HEQ5 PRO
- Spianatore/riduttore 0,8X per 80ED
- Anello T2 per Sony Nex
- Libri di iniziazione, app, software, ecc…
- Un TIR per trasportare tutto

… poi si vedrà

TADAAA

Tadaaa

Senza titolo

SELFIE A 16 MM

Dato che non ho avuto occasione di provare il 16 mm come avrei voluto, mi sono organizzato per un selfie fulmineo, scattato il giorno di Pasqua tra la portata dei cannelloni e le tagliatelle ai funghi :D

Nex 6 + Sel 16 mm a 1/15 e f/7.1, iso 400. Impostazione manuale, luce naturale

DSC01130

Questo 16 mm non è di sicuro uno Zeiss, ma onestamente fatico a comprendere le ragioni dei suoi detrattori: per una spesa così contenuta, i risultati possono soddisfare la maggior parte dei fotografi che non si perdono nei crop al 1000%.

Essì, perché se si va a scrutare pixel per pixel lo si vede che non siamo di fronte ad un Otus, ma per fotoweb e stampe fino a 20×30 ogni lamentela potrebbe assomigliare più ad una polemica capricciosa.

E’ probabile che su una Nex 7 o comunque attaccato ad un sensore molto esigente i suoi limiti si possano fare più manifesti, ma su una Nex 6 e al di fuori di un laboratorio… sì insomma, mi sentirei di promuoverne l’utilizzo, almeno a diaframma chiuso, condizione con cui l’ho testato.

Se poi a questo aggiungo peso e dimensione non ho un minimo di scrupolo a consigliarlo a chi piace fotografare comodo e leggero e con poche pippe per la testa.

Una raddrizzatina ed un mini ritaglio ai bordi andrà anche a sistemare la resa non eccelsa agli estremi del fotogramma, anche se capisco che dipende sempre dagli standard qualitativi che si vogliono rispettare.

Ad ogni modo, per test più articolati, rimando al prossimo aggiornamento.

FOTO DI OGGI

Senza titolo

SEL 16 mm: POWER ON

Oramai lo avevo dato per disperso.

Acquistato su Ebay da un sospetto utente londinese, ad un prezzo stracciato con spedizione non tracciabile… Insomma, in cuore mi ero già dato come buggerato, ma stamani la sorte mi ha sorriso ed è arrivato il pacchettino contenente il 16 mm f/2,8 per la sorellina della A7, la Nex 6.

Niente scatola e niente garanzia eh, il che non lo rende esattamente “come da inserzione”, ma per quello che l’ho pagato potevo darmi soddisfatto anche se mi arrivava solo il tappo.

Ad ogni modo il piccirillo è assolutamente intonso, credo neppure mai usato, visto che le plastiche hanno ancora quella particolare patina conferita dal “nuovo”.

Praticamente il risultato è di una compattezza e di una leggerezza che può puzzare di mediocrità, ma per quei due/tre scatti di prova che ho fatto si è già creata simpatia fra di noi. Rimando alla sentenza definitiva dopo la prova sul campo.

Se tutto filasse dritto, potrei ritrovarmi ad andarmene in giro con due corpi macchina: uno con l’equivalente di un 24 mm (la mia focale grandangolare preferita) e l’altro full frame con attaccato lo Zeiss 55 mm, con il super vantaggio di non trovarmi mai nello scrupolo della sostituzione obiettivo, operazione che a me costa uno sforzo sovrumano.

Finalmente è divenuta operativa anche la Nex 6 :)

IN STAMPA?

Senza titolo

COLORE

Senza titolo

FOTO DI OGGI

Senza titolo

SI CHIAMERA’: ULTRON 2000

Oh, non riesco proprio a chiamarlo Ultron 21 mm… Il suo nome mi ricorda troppissimo i robottoni degli anni ’80 e tutte le volte mi viene naturale pensarlo come Ultron 2000, colui che sconfigge i malvagi bimbinkia :D

Oggi pomeriggio l’ho provato sul campo. Super nitido al centro, decade un po’ ai bordi, ma non ne sono infastidito.

Condizioni di scatto difficili, ma direi che Ultron 2000 non ha nessun timore dei controluce.

Ultron 2000

Ultron 2000

VOIGTLANDER FOREVER

Finalmente è arrivato l’anello adattatore per Leica con baionetta M, targato Adriano Lolli.

Per la verità tutti mi avevano consigliato di prendere l’Hawk Helicoid V. 3, ma, con buona pace della funzione macro e di tutto il resto, io 150 euri per un adapter non ce li spendo.

Per la verità l’anello arrivatomi oggi mi sembra di ottima fattura e l’ho pagato 1/3 del prezzo e quella bustina di velluto con tanto di feltrino interno per la chiusura ha fatto guadagnare a Lolli la rinomata citazione sul mio blog.

Ecco, dunque, che il Voigtlander Ultron 28 mm f/2 può essere attaccato alla mia A7.
Guardate quanto è piccino!

Qui se confrontato con lo Zeiss 55 mm FE:

Ed ecco il risultato finale:

Ora andrà testato sul campo, ma dopo qualche prova dal balcone di casa ho già trovato il titolo per il prossimo post: “Non ci vuole un obiettivo grande, ma un grande obiettivo“… Eh, bei tempi.

PRINT4LIFE: RECENSIONE DI STAMPA ON-LINE

Il formato digitale ha portato con sé un grosso guaio: l’esubero di fotografie ed una conseguente svalutazione dei contenuti.

Il digitale ci ha abituato a scattare con troppa leggerezza, disabituandoci alla selezione e alla composizione delle scene.

Ecco, perciò, ritrovarci dinanzi a centinaia di scatti anonimi, archiviati disordinatamente in cartelle che non saranno mai sistemate.

L’unico modo per attribuire un valore reale, materiale ed affettivo, ad un nostro scatto rimane la stampa, che permette alla nostra foto di distinguersi ed acquistare visibilità.

Di recente volevo fare omaggio ad un amico di una stampa su Forex, materiale economico, leggero e pratico, che nulla toglie all’impatto visivo dell’immagine.

Per la stampa mi sono affidato a Print4Life, ditta che si prefigge di soddisfare le esigenze dei professionisti e dei fotoamatori più evoluti.

I dubbi rimanevano tanti: era la prima volta che stampavo una foto scattata con la nuova fotocamera e, visto che ero stato costretto ad un ritaglio piuttosto corposo, temevo un troppo evidente decadimento della qualità finale.

Le mie preoccupazioni non ci hanno messo molto ad essere fugate. Infatti, la realizzazione e la consegna sono state velocissime e, nel giro di qualche giorno, ho avuto recapitata la mia stampa 30X45.


L’imballo si è presentato di cartone rigido, ripiegato su se stesso e ben rivestito, così da impedire che urti accidentali ed eventuale noncuranza dei trasportatori rovinassero il contenuto.

Internamente l’imballo è costruito apposta per contenere il formato richiesto al momento dell’ordine e la stampa è avvolta in una carta per un’ulteriore protezione.

Nella confezione la gradita presenza di un adesivo da incollare sul retro della stampa per l’affissione.

Già di primo acchito mi sono reso conto di avere davanti una buona stampa, rifinita anche in quei dettagli dove altri servizi on-line possono risultare più approssimativi.

Nonostante il crop piuttosto spinto la resa dei dettagli si è mantenuta ai massimi livelli ed i colori non presentano dominanti o variazioni rispetto al file originale.

La superficie opaca, scelta in alternativa a quella lucida, rende molta brillantezza, soprattutto se la foto viene esposta in luoghi in cui la luce, che non deve essere troppo forte, le riflette contro, creando un gioco di colori molto gradevole.

I neri sono belli pieni ed i colori hanno mantenuto la stessa pastosa grintosità presente nella foto digitale.

Chi è avvezzo alla stampa digitale conosce le incognite a cui si va incontro: la resa tonale, il rispetto delle sfumature e dei contrasti, la saturazione, la regolazione di bianchi e neri, ecc… non sono elementi che si possono lasciare all’elaborazione automatica di un software di stampa, ma necessitano di prodotti adeguati e di mani esperte che sappiano gestirli, cosa da non dare assolutamente per scontato.

La stampa è stata molto apprezzata anche dai non addetti ai lavori, ovvero da coloro che, non intendendosi nello specifico di aspetti tecnici, danno predominanza all’aspetto più emotivo e genuino dato dal fattore visivo, elemento che risulta spesso essere la soddisfazione vera per un regalo ben riuscito.

In altri termini credo che Print4Life, contrariamente a molti altri servizi analoghi presenti in rete, possa davvero rappresentare la scelta di coloro che vanno alla ricerca di un servizio di stampa veloce e di qualità, capace di soddisfare chi vuole salvare il proprio scatto dalla dimenticanza o debba più concretamente presentare lavori professionali per mostre o clienti.

FOTO DI OGGI

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ULTRON 28 MM: BENVENUTO

Con qualcuno ne avevo già parlato privatamente: in me stava galoppando veloce l’idea di un germe degenerativo nel mio corredo, anzi, due germi: quello della grandezza e quello della pesantezza.

L’arrivo dello Zeiss 85 mm f/1,4 (C/Y) aveva portato in me grande entusiasmo per i risultati ottenuti, ma un’ombra velava la mia felicità, ovvero la domanda: “E sto coso chi se lo porta in giro?”.

In tempi di reflex il problema sarebbe rimasto inosservato, ma ora, che sono riuscito a diventare ancora più pigro, un cannolo da mezzo chilo, con 67 mm di diametro ed un anello adattatore che lo fa sembrare un 135 mm… metterlo in borsa sa di miscredenza.

Per la verità avrei pure soprasseduto alle imposizioni che la fisica esercita su ottiche di questo genere: a storcere il naso ho iniziato quando ho sommato il peso Zeiss con quello dell’atteso Voigtlander 21 mm… Voglio dire: insieme fanno 1 kg tondo… che è il peso esatto dell’amato quanto (ultimamente) inutilizzato 85 mm f/1,2. Se chiudevo in borsa ciò che amavo, questa accoppiata, ottima ma senza altrettanto legame affettivo, non avrebbe avuto futuro parecchio incerto.

Tagliata la testa al toro: ho rivenduto lo Zeiss e, per un puro colpo di culo non cercato (è capitato), sono incappato di fronte ad un leggerissimo, piccolissimo, rinomatissimo ed immacolatissimo Voigtlander Ultron 28 mm f/2… Obiettivo che non conoscevo fino a qualche ora fa.

L’occasione richiedeva una decisione perentoria: prendere o lasciare. Pur senza sapere la resa che poteva avere sulla mia A7, ho preso la palla al balzo, affascinato da quella rara combinazione di “-issimi”. Solo dopo ho scoperto di avere fatto effettivamente un buon affare… un ottimo affare.

Questo 28 mm si presenta di dimensioni realmente basiche e dal peso irrisorio. Se è pur vero che avrei preferito un grandangolare leggermente più spinto, rinuncio volentieri ad un pezzettino di wide per immergermi nella goduria di un minimal stratosferico, perfettamente in linea con la mia pigrizia fotonica.

A sto punto o annullo l’ordine del 21 mm, oppure lo prendo ugualmente e lo rivendo guadagnando qualche euro. Vedremo.

 

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