SEL 16 mm: POWER ON

Oramai lo avevo dato per disperso.

Acquistato su Ebay da un sospetto utente londinese, ad un prezzo stracciato con spedizione non tracciabile… Insomma, in cuore mi ero già dato come buggerato, ma stamani la sorte mi ha sorriso ed è arrivato il pacchettino contenente il 16 mm f/2,8 per la sorellina della A7, la Nex 6.

Niente scatola e niente garanzia eh, il che non lo rende esattamente “come da inserzione”, ma per quello che l’ho pagato potevo darmi soddisfatto anche se mi arrivava solo il tappo.

Ad ogni modo il piccirillo è assolutamente intonso, credo neppure mai usato, visto che le plastiche hanno ancora quella particolare patina conferita dal “nuovo”.

Praticamente il risultato è di una compattezza e di una leggerezza che può puzzare di mediocrità, ma per quei due/tre scatti di prova che ho fatto si è già creata simpatia fra di noi. Rimando alla sentenza definitiva dopo la prova sul campo.

Se tutto filasse dritto, potrei ritrovarmi ad andarmene in giro con due corpi macchina: uno con l’equivalente di un 24 mm (la mia focale grandangolare preferita) e l’altro full frame con attaccato lo Zeiss 55 mm, con il super vantaggio di non trovarmi mai nello scrupolo della sostituzione obiettivo, operazione che a me costa uno sforzo sovrumano.

Finalmente è divenuta operativa anche la Nex 6 :)

IN STAMPA?

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COLORE

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SI CHIAMERA’: ULTRON 2000

Oh, non riesco proprio a chiamarlo Ultron 21 mm… Il suo nome mi ricorda troppissimo i robottoni degli anni ’80 e tutte le volte mi viene naturale pensarlo come Ultron 2000, colui che sconfigge i malvagi bimbinkia :D

Oggi pomeriggio l’ho provato sul campo. Super nitido al centro, decade un po’ ai bordi, ma non ne sono infastidito.

Condizioni di scatto difficili, ma direi che Ultron 2000 non ha nessun timore dei controluce.

Ultron 2000

Ultron 2000

VOIGTLANDER FOREVER

Finalmente è arrivato l’anello adattatore per Leica con baionetta M, targato Adriano Lolli.

Per la verità tutti mi avevano consigliato di prendere l’Hawk Helicoid V. 3, ma, con buona pace della funzione macro e di tutto il resto, io 150 euri per un adapter non ce li spendo.

Per la verità l’anello arrivatomi oggi mi sembra di ottima fattura e l’ho pagato 1/3 del prezzo e quella bustina di velluto con tanto di feltrino interno per la chiusura ha fatto guadagnare a Lolli la rinomata citazione sul mio blog.

Ecco, dunque, che il Voigtlander Ultron 28 mm f/2 può essere attaccato alla mia A7.
Guardate quanto è piccino!

Qui se confrontato con lo Zeiss 55 mm FE:

Ed ecco il risultato finale:

Ora andrà testato sul campo, ma dopo qualche prova dal balcone di casa ho già trovato il titolo per il prossimo post: “Non ci vuole un obiettivo grande, ma un grande obiettivo“… Eh, bei tempi.

PRINT4LIFE: RECENSIONE DI STAMPA ON-LINE

Il formato digitale ha portato con sé un grosso guaio: l’esubero di fotografie ed una conseguente svalutazione dei contenuti.

Il digitale ci ha abituato a scattare con troppa leggerezza, disabituandoci alla selezione e alla composizione delle scene.

Ecco, perciò, ritrovarci dinanzi a centinaia di scatti anonimi, archiviati disordinatamente in cartelle che non saranno mai sistemate.

L’unico modo per attribuire un valore reale, materiale ed affettivo, ad un nostro scatto rimane la stampa, che permette alla nostra foto di distinguersi ed acquistare visibilità.

Di recente volevo fare omaggio ad un amico di una stampa su Forex, materiale economico, leggero e pratico, che nulla toglie all’impatto visivo dell’immagine.

Per la stampa mi sono affidato a Print4Life, ditta che si prefigge di soddisfare le esigenze dei professionisti e dei fotoamatori più evoluti.

I dubbi rimanevano tanti: era la prima volta che stampavo una foto scattata con la nuova fotocamera e, visto che ero stato costretto ad un ritaglio piuttosto corposo, temevo un troppo evidente decadimento della qualità finale.

Le mie preoccupazioni non ci hanno messo molto ad essere fugate. Infatti, la realizzazione e la consegna sono state velocissime e, nel giro di qualche giorno, ho avuto recapitata la mia stampa 30X45.


L’imballo si è presentato di cartone rigido, ripiegato su se stesso e ben rivestito, così da impedire che urti accidentali ed eventuale noncuranza dei trasportatori rovinassero il contenuto.

Internamente l’imballo è costruito apposta per contenere il formato richiesto al momento dell’ordine e la stampa è avvolta in una carta per un’ulteriore protezione.

Nella confezione la gradita presenza di un adesivo da incollare sul retro della stampa per l’affissione.

Già di primo acchito mi sono reso conto di avere davanti una buona stampa, rifinita anche in quei dettagli dove altri servizi on-line possono risultare più approssimativi.

Nonostante il crop piuttosto spinto la resa dei dettagli si è mantenuta ai massimi livelli ed i colori non presentano dominanti o variazioni rispetto al file originale.

La superficie opaca, scelta in alternativa a quella lucida, rende molta brillantezza, soprattutto se la foto viene esposta in luoghi in cui la luce, che non deve essere troppo forte, le riflette contro, creando un gioco di colori molto gradevole.

I neri sono belli pieni ed i colori hanno mantenuto la stessa pastosa grintosità presente nella foto digitale.

Chi è avvezzo alla stampa digitale conosce le incognite a cui si va incontro: la resa tonale, il rispetto delle sfumature e dei contrasti, la saturazione, la regolazione di bianchi e neri, ecc… non sono elementi che si possono lasciare all’elaborazione automatica di un software di stampa, ma necessitano di prodotti adeguati e di mani esperte che sappiano gestirli, cosa da non dare assolutamente per scontato.

La stampa è stata molto apprezzata anche dai non addetti ai lavori, ovvero da coloro che, non intendendosi nello specifico di aspetti tecnici, danno predominanza all’aspetto più emotivo e genuino dato dal fattore visivo, elemento che risulta spesso essere la soddisfazione vera per un regalo ben riuscito.

In altri termini credo che Print4Life, contrariamente a molti altri servizi analoghi presenti in rete, possa davvero rappresentare la scelta di coloro che vanno alla ricerca di un servizio di stampa veloce e di qualità, capace di soddisfare chi vuole salvare il proprio scatto dalla dimenticanza o debba più concretamente presentare lavori professionali per mostre o clienti.

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ULTRON 28 MM: BENVENUTO

Con qualcuno ne avevo già parlato privatamente: in me stava galoppando veloce l’idea di un germe degenerativo nel mio corredo, anzi, due germi: quello della grandezza e quello della pesantezza.

L’arrivo dello Zeiss 85 mm f/1,4 (C/Y) aveva portato in me grande entusiasmo per i risultati ottenuti, ma un’ombra velava la mia felicità, ovvero la domanda: “E sto coso chi se lo porta in giro?”.

In tempi di reflex il problema sarebbe rimasto inosservato, ma ora, che sono riuscito a diventare ancora più pigro, un cannolo da mezzo chilo, con 67 mm di diametro ed un anello adattatore che lo fa sembrare un 135 mm… metterlo in borsa sa di miscredenza.

Per la verità avrei pure soprasseduto alle imposizioni che la fisica esercita su ottiche di questo genere: a storcere il naso ho iniziato quando ho sommato il peso Zeiss con quello dell’atteso Voigtlander 21 mm… Voglio dire: insieme fanno 1 kg tondo… che è il peso esatto dell’amato quanto (ultimamente) inutilizzato 85 mm f/1,2. Se chiudevo in borsa ciò che amavo, questa accoppiata, ottima ma senza altrettanto legame affettivo, non avrebbe avuto futuro parecchio incerto.

Tagliata la testa al toro: ho rivenduto lo Zeiss e, per un puro colpo di culo non cercato (è capitato), sono incappato di fronte ad un leggerissimo, piccolissimo, rinomatissimo ed immacolatissimo Voigtlander Ultron 28 mm f/2… Obiettivo che non conoscevo fino a qualche ora fa.

L’occasione richiedeva una decisione perentoria: prendere o lasciare. Pur senza sapere la resa che poteva avere sulla mia A7, ho preso la palla al balzo, affascinato da quella rara combinazione di “-issimi”. Solo dopo ho scoperto di avere fatto effettivamente un buon affare… un ottimo affare.

Questo 28 mm si presenta di dimensioni realmente basiche e dal peso irrisorio. Se è pur vero che avrei preferito un grandangolare leggermente più spinto, rinuncio volentieri ad un pezzettino di wide per immergermi nella goduria di un minimal stratosferico, perfettamente in linea con la mia pigrizia fotonica.

A sto punto o annullo l’ordine del 21 mm, oppure lo prendo ugualmente e lo rivendo guadagnando qualche euro. Vedremo.

 

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Mya

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SAN PDB E GLI ULTRON-MIRACOLI SU AMAZON

Voi sapete che il tallone d’Achille delle belle full frame di Sony sono le focali grandangolari… Non sto a farvi tutta la storia.

Alcuni sapranno anche che in giro c’è un bambacione chiamato Voigtlander Ultron 21 mm f/1,8, gingillo di grande prestigio, che, guarda caso, si sposa a perfezione con la mia A7. Ovviamente, il problema, è sempre il prezzo… ma siccome il PDB è sempre il più fico ha deciso di compiere un miracolo per tutti i pezzenti della rete.

I primi giorni di aprile, su Amazon.fr, il suddetto lo davano a 599 euro + spedizione = 618 eurozzi

Per la verità non è che ci credessi tanto neppure io: se non fosse stato venduto direttamente da Amazon avrei pensato di sicuro ad una fregatura spaziale, ma, dopo qualche istante di esitazione, sono passato ai fatti e ho ordinato… Esitazione dettata anche dal fatto che una piccola dicitura avvertiva che l’offerta era valida solo per il territorio francese… ma siccome tentar non nuoce mi sono buttato.

Unico pelo nell’uovo è che la dicitura avvertiva che non sapeva se e quando sarebbe stato disponibile per la spedizione, pur assicurando che l’addebito sarebbe avvenuto solo a spedizione avvenuta. Io avevo tradotto: “Aspetta e spera“.

Invece, in tarda serata, mi arriva una mitica email da modification-commande@amazon.fr:

Bonjour,

Vous trouverez ci-dessous un rappel des articles contenus dans cette commande, ainsi qu’une date estimée de livraison :

  “Voigtlaender 21 mm / F 1.8 ULTRON VM Objectifs”
    Date d’arrivée prévue : 05 mai 2014 – 17 juin 2014

In sostanza tra il 5 maggio ed il 17 giugno il l’Ultron dovrebbe farmi ultron-felice.

Andate ora a vedere quanto costa il bimbo in questione sullo stesso sito (ed è già un buon prezzo: di listino viene 1250 eurosacchi)… No dai, ve lo faccio vedere direttamente qui:

C’era da prenderne 3 o 4 e rivenderli: con il ricavato il mio veniva fuori gratis.

Vabbe’… Io direi che, con l’arrivo di sto ciccio, ho tirato su un corredo super completo… solo che mi tocca vendere lo Zeiss 85 mm per coprire le spese (tanto ho il 55 mm) e rifare la foto del catalogo primavera/estate…  :P

Ringrazio il mio amico Bebbo per avermi avvertito dell’occasione… ma tanto il miracolo è stato fatto su mia intercessione, quindi il merito è mio :D

 

CATALOGO PRIMAVERA/ESTATE

Vi presento il catalogo della collezione primavera/estate :D

Erano molte settimane che ci stavo girando intorno come un leone affamato, ma tutta una serie di elementi mi frenavano. Sto parlando della Nex 6, oggetto del desiderio che ho designato come corpo macchina che affiancherà la A7.

E’ un discorso nato parecchio tempo fa, ma maturato durante qualche uscita zaino in spalla… Nel senso: bisogna fare i conti con la propria natura e nella mia natura c’è che piuttosto di cambiare obiettivo, si devono presentare occasioni del tipo:

Ora: questo non è un problema se si verifica nelle situazioni del quotidiano, ma quando ti sei sgroppato parecchi chilometri per andare in un posto, mangiarsi delle belle foto solo perché a cambiare lente ti si mette il c***o di traverso può fare pensare…

… E a me ha fatto pensare: o impari a sostituire gli obiettivi (e non c’è verso), oppure hai bisogno di un altro corpo macchina… e da qui il via a tutta una serie di supposizioni alienanti (che vi risparmio), che alla fine mi hanno portato alla Nex 6: piccola, leggera, prestante, compatibile con la mia Alpha, priva del sovraccarico di pixel della Nex 7, che facevano sembrare ogni obiettivo il culo di un fiasco in mano ad un ubriaco.

Unica faccenda da risolvere: il prezzo. Non avevo alcuna voglia di spendere un centesimo, così mi sono rivolto al mercato dell’usato, che però mi ha dato ben poche soddisfazioni.

Dopo molte settimane trovo un’occasione molto gustosa, talmente gustosa che poteva essere tranquillamente un’inculata supersonica… Ovvero: una Nex 6 con 1 anno e mezzo di garanzia rimanente, senza difetti e con meno di 500 scatti a meno di una Nex 3 non avrebbe fatto abboccare neppure il più rimbambito dei pivelli, ma il PDB si lascia incantare e contatta il venditore.

Insomma, trickkete e trackkete mi lascio incantare dal venditore napoletano: l’unico mio dubbio era sulla qualità del mattone che avrei trovato nel pacco.

Per fortuna (direi inaspettatamente) 24 ore dopo la mirrorless mi è giunta alla residenza, addirittura corrispondente alla descrizione.

Una volta acceso il cero alla Madonna in segno di ringraziamento ho subito iniziato ri-bestemmiare, a seguito della presa di coscienza di essermi incartato con gli obiettivi. Essì, perché avendo preso il solo corpo macchina ora dovevo prendermi un obiettivo da metterci su, ma fuori kit questi costano assaje, e l’idea di mangiarmi molto del guadagnato sulla compravendita dell’usato mi stava pesantemente sul c***o.

Da qui l’elaborazione di mille combinazioni possibili, tra cui l’acquisto di un ultra-grandangolare da alternare sulla A7, ma per prendere qualcosa di bono sarei arrivato a spendere troppo.

Unica soluzione: o il Sel 16-50 o il fisso 16 mm di Sony.
Per la verità la mia simpatia andava tutta sul 16-50: l’idea di farmi stare un tuttofare nel taschino mi garbava, ma mi dava noia l’idea di pagarlo, in proporzione, molto (ma molto molto) di più in confronto al bundle proposto da Sony.

Il 16 mm poteva starmi pure bene, dato che la focale di interesse era un 24 mm su FF, ma non riuscivo a capire se la qualità fosse tale da ammettere la rinuncia alla versatilità dello zoom.

Su obiettivi un po’ alla buona, come quelli in oggetto, i test lasciano il tempo che trovano. Photozone, ad esempio, li stronca come sottobicchieri, mentre Nadir cerca di vederne pure i lati positivi dati dalla prova sul campo.

Insomma: alla fine ho capito che a dare la sentenza definitiva sarebbe stato il prezzo d’occasione… E l’occasione questa mattina penso di averla trovata: un 16 mm solo aperto dalla scatola (a detta del venditore) a poco più di 100 caffè.

Ebbene: l’ho preso. Ora bisogna vedere se arriva, dato che al momento è nei pressi di Londra. Speriamo bene.

Però dai: alla fine, se tutto va come deve andare, ho davvero risparmiato e posso alternare facilmente e con peso prossimo allo zero assoluto un grandangolo con le focali più lunghe della A7… Credo sia cosa molto buona.

Gli acquisti minori, ma non meno utili, sono il treppiedino Pixi della Manfrotto e il proteggi LCD per la A7.

Come sapete io non sono tipo da treppiede. Ho un bellissimo Benro A3580T con una testa Gitzo da farselo diventare duro, ma essendo io un tipo più da vino e tarallucci finisce che lo uso sempre in stile segaiolo: solo con il pensiero… ma questo non toglie che mi sarebbe utile in molti frangenti.

Ben più di una volta ho pensato ad un Gorillapod, ma è troooooppo brigoso per un ipercinetico come me.

Il Pixi è, invece, il perfetto compagno del mio zaino Hatchback 22 L: piccolo, essenziale, pratico, robusto, magnificamente leggero, veloce da montare-calibrare-smontare, perfetto per ambienti in cui si vuole rimanere discreti e per chi è amante di attrezzatura non invasiva.

La testa a sfera è dotata di una zigrinatura che permette una maggiore sensibilità durante la sistemazione, così da aumentare velocità e precisione di calibro.

Il bottoncino per sbloccare la sfera è di una praticità assoluta e, visto che l’uso è orientato friendly, direi che è una scelta azzeccatissima da parte della Manfrotto.

Volendo mi sta pure nella tasca frontale della Billingham:

Dopo che ho visto montarci su una 5D II con un 24-105 senza il minimo segno di cedimento ho deciso di investire ben 20 euro… e così ora potrò dire agli amici che anche io vado in giro con il treppiedi :D

Infine il proteggi LCD è il doveroso contentino per la A7, alla quale non ho ancora acquistato una custodia… ma sti cazzoni le fanno pagare un’esagerazione… e allora se le tengono.

E voilà: questo è il catalogo primavera/estate del PDB (in attesa del 16 mm).

FOTO DI OGGI

Mi accorgo che, per i ritratti a figura intera, lo Zeiss 55 mm spacca il culo a parecchi 85 mm… Sarei curioso di vederlo in una sfida all’ultimo sangue con il 56 mm f/1,2 di Fuji. io punto tutto sullo Zeiss e sul sensore grosso :P

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