FOTO PER AMANTI DEL DISIMPEGNATO
3Da quando ho iniziato a parlare di compattine, foto ricordo, album di famiglia e via così questo blog ha avuto una detonazione di visite, soprattutto da internauti di fasce estreme: o gente che vive la fotografia in modo intenso ed emotivo (ma non amatoriale e/o tecnico), o consumati reflexari in cerca di un ritorno alle origini.
Mi fa piacere, anche perché è una strada che vorrei ostinarmi a battere.
Ecco un po’ di foto in stile disimpegnato della mezza giornata di relax di ieri, molte delle quali sono state scattate con la piccola Samsung MV900F, che, per quanto mi debba impratichire con tutti gli orpelli un po’ da bimbomnkia, porta a compimento tutto quello che con una reflex non si ha voglia di fare.
Ho optato per un bianco e nero strong, in cui i bianchi sono volutamente bruciati. Crea un genere che visivamente mi appaga… Addirittura le foto lavorate direttamente su jpeg (quelle della compatte) mi piacciono maggiormente per quella perdita di dettaglio che le fa assomigliare di più al modello che ho in mente.
Sui raw volevo quasi aggiungere un po’ di granulosità, ma sono ancora un po’ vittima del concetto di nitidezza… Guarirò.








VIDEO: MAGGIO TOSCANA
0MEMORIA E FIDUCIA
testo di Leonardo Pieraccioni musica di Gianluca Sibaldi
Memoria, fiducia
quel salto che sarà come un tempo lontano se lo vuoi ritornerà
Memoria, fiducia tradire non potrai
tutto quello che aspetti sarà qui che l’avrai
le stelle del cielo già sanno perchè
passato futuro insieme io e te
Memoria, fiducia
di questo niente più è un salto d’amore io non guarderò giù è un salto d’amore tu non guarderai giù
TRA CAMAIORE E PIETRASANTA
3Nel pomeriggio un giro veloce in quel di Camaiore e Pietrasanta, a dieci minuti da Viareggio. Non avevo mai portato a casa foto da questi luoghi… e mi sembrava il caso di dovere porre rimedio, no?
Ovviamente io mi muovo solo quando il sole è a martello… con la luce si è fatto quel che si è potuto.
CAMAIORE
PIETRASANTA
Poi, ritornando verso caso, abbiamo incontrato un campo di papaveri in cui tutti i fotografi sembravano essersi dati appuntamento… Potevamo mancare noi?
CONCORSO PDBzone: CHIUSE LE ISCRIZIONI
4E con oggi si chiudono le iscrizioni al concorso più figo del web.
Teoricamente avrei dovuto scrivere in questo post l’elenco nominale di tutti i partecipanti, ma mai mi sarei sognato di ricevere 132 iscrizioni senza pubblicizzare nulla… e ve lo scordate che mi ricopio tutti i nomi.
Per avere conferma della vostra convalidata presenza nel mio archivio vi basti la mia risposta in cui vi ho segnalato l’email a cui inviare la foto.
In compenso qualche numero:
132 iscritti di cui solo 98 hanno inviato una foto valida entro i tempi prescritti.
73 foto sono state scattate con una reflex digitale.
14 foto con una mirrorless.
3 foto con una compatta.
3 foto scannerizzate da pellicola.
5 foto non hanno visibili gli exif.
Tra le cose che più mi hanno fatto piacere è che 4 persone iscritte al concorso si sono definite “non fotoamatori“, ovvero non appassionati di fotografia. Riservo a loro una citazione particolare per ringraziarli di avere compreso lo spirito del sito e del concorso:
(in ordine di iscrizione)
Julo Cumani
Riccardo Chierici
Giulio Contini
Rossano Mei
Non nascondo che sono già in crisi: premiare una sola persona fra tutti, significa fare un torto ad una percentuale altissima di iscritti, anche perché la presentazione con cui avete corredato il vostro scatto ha spesso avvalorato ulteriormente la forza della foto… Mi sono messo in un bel casino.
Intanto grazie a tutti, ma non un qualcosa di formale e generico. Un “grazie” personale e sentito a ciascuno di voi, anche perché mi avete permesso di dare un nome (non sempre un volto) a numeri che, altrimenti, sarebbero rimasti solo statistica visite.
Il 26 la premiazione.
24 mm f/2,8: UN BUON AFFARE
3Forse vi ricordate questo problema, fino ad oggi irrisolto.
In sostanza alla Orny mancava un grandangolare, ma siccome i serbatoi monetari sono chiusi (e tali vogliono rimanere) mi ero riproposto di farmi avanti solo in presenza di un reale affare.
Affare trovato: un anno e mezzo di garanzia residua, nessun graffio esterno o problema tecnico, apparentemente usato niente (sembra nuovo), con allegato il paraluce originale (altrimenti da acquistare a parte): 100 euro, preso su ebay da un utente che aveva ciccato la prima asta (già lo tenevo d’occhio) e poi l’ha ributtato su con uno squillante “compralo subito“… Comprato subito.
Il nuovo bimbo non ha un motore USM, però è decisamente sottovalutato… troooooppo sottovalutato, soprattutto se non si ha in cuore di spendere un botto per il più moderno 24 mm stabilizzato o per il serie L.
Con una spesa del tutto contenuta ho portato a casa un gioiellino da appena 270g (il serie L ne pesa 650), un po’ rumoroso nella messa a fuoco, con un po’ di aberrazioni in situazioni di forte contrasto (neppure tanto), ma assolutamente preciso nel centrare il bersaglio e con una risolvenza al di sopra delle aspettative.
Già a tutta apertura ha una nitidezza inaspettata e, quel poco di vignettatura, la si corregge senza troppi drammi in post produzione.

Immaginate un’uscita con una 600D, il 40 mm f/2,8 ed il 24 mm f/2,8: manco ve ne accorgereste di avere una reflex con ben due obiettivi sulle spalle. L’ideale per una dall’attrezzatura minimalista come la Orny.
Questo 24 mm ha un progetto ottico un po’ datato, tanto che nel 2012 è uscito di produzione, ma per quelle poche prove che ho fatto sembra non temere i nuovi sensori ultra pixellosi.
Se avete voglia di un grandangolo come si deve, ma non avete intenzione di buttarvi nel mercato nero degli organi, buttatevi su sto giocattolino: leggerezza e qualità, divertimento e felicità (e ci sta pure la rima).
Qui una raccolta di foto fatte con il 24 mm f/2,8.
SEMPLICE E’ BELLO
6Un fotografo costruisce legami diversi con le sue foto. Nonostante io mi ricordi esattamente dove e come ho fatto ogni singolo scatto (giuro che per ogni foto so a memoria quale obiettivo e focale ho usato), vorrei liberare dalla mia testa un bel po’ di gigabyte per spazio occupato inutilmente… Voglio dire: chissenefrega di ricordarmi dove e come ho fatto queste:
L’unico movimento interiore che mi suscita è lo smadonnamento dato dal ricordo del mio amato 16-35, dato via per un pugno di euro per prendere il 14 mm (tornassi indietro, forse, non lo rifarei)… Ma c’è il caso che a voi piacciano e allora godetevele.
Invece, ci sono foto che, quando le guardi, ti pacificato con il mondo della fotografia, e non per la presenza di un soggetto forte ed elaborato, di linee iperboliche o colori fantasmagorici… ti piacciono per quel loro essere minimal, per quel non dovere stupire per forza, per quella assoluta semplicità compositiva, per la normalità che sanno emanare, per quello spaccato di realtà che è tua e non di altri… e ti chiedi come mai non ti decidi a fare sempre e solo foto così.
Ah, dimenticavo… se non vi piace, qui c’è la solita dedica.
14 mm: LA FOCALE DIVERTENTE
3Esistono focali e focali.
Esistono quelle interessanti e forti (24 mm), quelle discrete ed equilibrate (50 mm), quelle elaborate e specialistiche (85 mm), quelle blasonate e cagaca**o (35 mm)… e via dicendo. Tra queste ci sono pure le focali divertenti, quelle che, quando le monti, innescano un “piacere impiacentito” (dotta citazione da Arancia Meccanica) che porta in fibrillazione la pupilla: ovviamente sto parlando del 14 mm.
Sono in tanti a non apprezzare le caratteristiche di questa focale… ma di certo non è gente iniziata alla colazione dei campioni.
Appena finisce Natale (siamo a maggio e praticamente nevica) ho proprio voglia di rimaneggiarlo.
Per ora solo un ripescaggio di qualche tempo fa (che però è fatto a 16 mm
)
LA PDBmobile
12Il problema di chi ha tutto è quello di trovare un modo per sfruttare creativamente un piccolo presente offertomi da 12print.
Stampare foto mi sembrava una soluzione un po’ banale, una scelta vagamente scontata per un blog fotografico… sicché ho preferito orientarmi su un prodotto più goliardico, su qualcosa di più adatto allo spirito frantuma-sistema del blog.
E siccome sono un tipo sobrio, ho pensato: “Batman ha la Bat-mobile, il Papa ha la Papa-mobile… Chi diavolo sono io per non avere la PDB-mobile?”… e sono passato al contrattacco.
Vagando nel vasto mondo dei gadget offerto dal sito, l’occhio mi è scintillato sul parasole auto, adattissimo a trasformare la mia auto in simbolo contro i malfattori fotografici.
Il procedimento di realizzazione è stato semplicissimo: dopo avere cliccato sul prodotto scelto ho caricato il file immagine che desideravo imprimere. Poi, ancor più semplicemente, l’ho posizionato nel modo a me più congeniale all’interno dell’area stampabile… ed ero già pronto a concludere l’ordine.
Ho scelto il metodo di pagamento e tutto è andato a buon fine.
L’attesa è stata sorprendentemente breve. Per gadget di questo tipo, di solito, fanno aspettare una settimana e passa. In questo caso, tra il momento dell’ordine e la consegna, sono passate 48 ore… Vabbe’ che sono il PDB nazionale, ma davvero non mi aspettavo tanta solerzia.
Il tutto è arrivato in una busta pallinata, al cui interno erano sigillati in un sacchetto ermetico di platica i due parasole, ripiegati come noi fotografi usiamo fare con i pannelli riflettenti.
All’interno del sacchetto erano presenti anche le due ventose per attaccare i parasole al vetro… Ma bando alle ciance, ecco qua:

La qualità del materiale utilizzato è nella media dei prodotti del settore.
La stampa è precisa, senza sbavature ed il colore è sufficientemente vivo e contrastato.
Nel complesso credo che 9,90 euro cad. sia un prezzo onesto.
Quella del parasole, da parte mia, è più una simpatica trovata eccentrica che non un serio tentativo di sfondare nel mondo dei super eroi, però potrebbe essere un’idea pubblicitaria per coloro che volessero reclamizzare a spesa zero (quasi) un evento, un prodotto o qualunque altra cosa, senza intervenire in modo permanente sul proprio mezzo.
Ad ogni modo, se avete un problema, da oggi sapete come chiamarmi:

SAMSUNG MV900F: PRIME IMPRESSIONI
1Le prime impressioni sulla nuova Samsung MV900F non sono buone, sono ottime.
Mi attiva quel vago formicolio da recensione che mi viene solo in due casi: o quando mi voglio fare piacere per forza qualcosa o quando mi sento davvero soddisfatto dell’acquisto.
Ebbene, ecco i PRO
- la mv900f è piccola, meravigliosamente piccola. Quando ce l’hai in tasca (ce l’ho avuta tutto il giorno) potresti scambiarla tranquillamente per uno smartphone.
- è leggera, starordinariamente leggera;
- il corpo è tutto in plastica robusta ben rifinita e si instaura fin da subito una simpatia epidermica;
- le piccole dimensioni e l’assenza di una vera impugnatura non influiscono sulla comodità di scatto, sempre che si elabori una posa di scatto alternativa. Io la afferro (con la sinistra) dal basso come si fa con l’obiettivo di una reflex e con la destra scatto: in questo modo è ben stabile e si può comporre comodamente;
- l’LCD è abbastanza luminoso e definisce bene l’immagine inquadrata;
- il touch screen è sensibile al punto giusto: sufficiente per compiere bene le operazioni volute, ma non da scasinare tutto ogni volta che lo si sfiora;
- lo schermo basculante è particolarmente comodo per le riprese dal basso o per autoscatti;
- le operazioni di connessione con reti wi-fi e con smartphone sono semplici ed automatiche: non dovrebbero avere problemi neppure i tecnolesi;
- la possibilità di potere connettersi direttamente ai vari social network è un’opzione particolarmente simpatica per bloggers e bimbiminkia;
- ottima la possibilità dello scatto remoto attraverso lo smartphone, soprattutto per scatti di gruppo o autoscatto;
- il menù è piuttosto intuitivo e, anche senza scomodare le istruzioni, ogni funzione di base salta subito agli occhi;
- ci sono un po’ di filtri con cui i bimbiminkia e agli amanti di instagram potranno divertirsi, anche se quelli della Samsung, onestamente, potevano sforzarsi un po’ di più;
- la messa a fuoco è precisa e veloce, ovviamente calandosi in una fascia di prezzo piuttosto modesta. A dirla grossa ho meno difficoltà a gestire il fuoco su questa compattina che sulla x100 della Fuji, che cannava ogni 3×2;
- il ritardo di scatto è più che accettabile e supera le aspettative;
- l’accensione è velocissima e non c’è nessuna musichetta o immagine che ti fracassa le balle ad ogni start;
- non ho ancora potuto testare il discorso “iso”, però a 800 ancora non ci sono problemi sensibili;
- non ci sono nuovi cavi e caricabatteria vari: la batteria si carica direttamente inserendo lo spinotto alla fotocamera e la cosa bella è che l’attacco è lo stesso dell’S3 della Samsung… Ergo con un cavo ci carico sia lo smartphone che la fotocamera e vi assicuro che è una gran cosa;
- possibilità di regolazione iso;
- ha più megapixel del budello di tu’ ma’;
- le immagini sfornate mi hanno a dir poco sorpreso: non mi aspettavo tanta definizione da un baracchino che mi è costato 150 euro. Non ci credete? Guardate qui sotto. Le immagini sono esattamente come sfornate dalla fotocamera (in realtà questa mattina ho messo a +1 la nitidezza per prova e poi mi sono scordato di toglierla):
CONTRO
I “contro”, per la verità, sono per lo più inscritti nella fascia di prezzo della fotocamera che non reali limiti della povera compattina, ma, ad ogni modo, li scrivo:
- l’impossibilità di potere gestire diaframma e tempi di esposizione può fare storcere il naso a chi guarda le funzioni automatiche con lo sprezzo di chi non si abbassa. D’altronde è un limite di cui ero consapevole e, per il genere degli scatti e per la finalità degli stessi non ho alcun pentimento. In compenso è possibile la regolazione iso;
- il formato 4:3 non mi piace particolarmente per il tipo di composizione a cui sono abituato, ma sta si farà di necessità virtù.
- il flash è una cosa invereconda, ma anche questo è un limite noto a tutti. Nell’ultima delle foto presentate la luce del flash è stata vagamente ammorbidita con mezzi di fortuna;
- lo zoom ottico non mi ha fatto gridare al miracolo. Voto 6 – - (meno meno). Lo zoom digitale fa proprio cacare. L’ideale, anche per avere i risultati migliori in termini di immagine, è meglio scattare con la focale minima e, al massimo, aggiustarsi di poco con lo zoom in caso di impossibilità di movimento;
- Nell’editor foto presente nel menù si può trasformare una foto in 16:9 ma non in 3:2… Aspetto nuovo firmware;
- i filtri con cui impataccare le foto sono numericamente scarsi e qualitativamente peggio. L’unico appena sufficiente è il “vecchio film”;
- non si può condividere direttamente su Twitter… e allora ‘fanculo, questo sì.
In definitiva posso dire essere molto ma molto soddisfatto, dato che la sintesi dei singoli punti racchiudono bene quelle che volevano essere le mie esigenze da soddisfare:
1) piccole dimensioni
2) leggerezza e comodità
3) possibilità di avere sempre con me la fotocamera
4) semplicità d’uso
5) buona qualità dell’immagine
6) velocità operativa
7) multimedialità
8) graziosità estetica
9) economicità
10) piacevolezza d’uso
I “contro” non li ritengo sufficienti per abbassare il voto alle prestazioni di una fotocamera che sa dare pace a ben 10/10 dei punti succitati.
Ogni tanto capita anche a me di azzeccarci negli acquisti.
LA MIGLIORE FOTOCAMERA AL MONDO
17La mia carriera di fotoamatore iniziò con una Casio EX-Z1080, entry level che il venditore del supermercato mi spacciò come la compattina più figa al mondo… e forse qualcosa di vero c’era in quelle parole: alcune foto scattate con quella scatolina resistono come sfondo desktop da svariate generazioni di pc.

Poi i venditori si devono essere passati voce a mio riguardo, perché da allora ogni venditore del pianeta è pronto a giurarmi di stare vendendomi la fotocamera più figa al mondo, anche se più nessuno ha utilizzato come sfondo una mia foto.
In questi giorni mi è ritornata alla mano questo giocattolino: si accende ancora e va come una volta… vale a dire alla cazzo, però, oramai, ha un che di simbolico.
Infine, istintivamente, l’ho ficcata in tasca… al che tutto è degenerato velocemente.
Ho preso la Canon G1X, l’ho imballata come Dio comanda, corredata di scontrino e spedita per direttissima nel mercatino dell’usato… Eggià, perché non poteva rimanere impunita la sua grande colpa (anche se unica colpa): non entrare in tasca.
In passato ho letto dozzine di discussioni tra le relazioni che devono intercorrere tra primo e secondo corpo macchina ed empiricamente ho tentato diverse soluzioni: due full frame (soluzione troppo pesante ed incasinata), una full frame ed un’apsc (la seconda rimaneva sempre nella borsa), una full frame ed una compatta evoluta (la seconda non la usavo mai)… sicché la domanda sorge spontanea: ma perché il secondo corpo macchina non lo utilizzo?
Semplice: perché quando giro con una cacchio di 5D a cosa diavolo mi serve un secondo corpo macchina? Faccio tutto con quello.
La G1X l’avevo acquistata per avere qualcosa che mi permettesse di girare più leggero, ma psicologicamente io sono fatto così: se so che devo gareggiare tiro fuori la Ferrari, mica l’utilitaria e così anche l’esperienza compatta evoluta è stata parzialmente fallimentare.
E allora? Allora, grazie alla fotocamera più figa al mondo (la Casio), ho compreso (speriamo di avere compreso bene stavolta) che un secondo corpo macchina non mi deve affiancare la reflex e neppure esserle da complemento: la 5D è sufficiente a se stessa.
Il secondo corpo deve essere per me un appendice del mio corpo, che è esattamente quello che non può essere la mark III o qualunque altra reflex/mirrorless/ecc…
Quante volte (basta guardare qualche post fa) mi sono ritrovato a scattare e a fare video con lo smartphone? E perché? Perché in quel momento, per un motivo o per l’altro, non avevo con me la reflex. E perché scattavo con il cellulare? Perché l’avevo in tasca.
Ecco, dunque, la new entry tascabile (in senso letterale): la Samsung MV900F.

[spazio per i vostri borbottii]
Lo so lo so, è una fotocamera da finocchi e la Samsung le fotocamere non le sa fare… ma le ho guardate tutte e mi è piaciuta quella: bella, piccina, pratica, multimediale e mi sta in tasca… è tutto quello che mi serve. Per il resto c’è la reflex… e con la vendita della G1X mi ci avanza pure qualcosina, che schifo non fa.
Credo che aprirò un account su Picasa per pubblicare le fotoricordo scattate con questa bischera.
Come dite? Manca il raw, il mirino e tutta una serie di pippe? Ma mi frega ‘na sega del raw, del mirino e del budello di tu ma’: questa è la fotocamera destinata ai ricordi, “la migliore fotocamera al mondo”.
50 mm: VOLTERRA E MONTERIGGIONI
14Oggi sono stato a Monteriggioni (SI) e a Volterra (PI)
Il 50 mm si è rivelato nuovamente un compagno di piacevole frequentazione e, devo dirlo, il divertimento che provo a scattare con questo obiettivo è incommensurabilmente superiore a quello provato con qualunque zoom. Credo che ad invadermi sia il piacere della composizione, ma anche ragioni del cuore che la ragione non conosce.
Gli scatti che vi presento sono solo una parte… la rimanente la tengo per me.
Vedrete che la post produzione è stata fatta piuttosto velocemente e senza tanti infiocchettamenti. Non sono stati fatti crop, ovvero le foto sono così come composte in fase di scatto. Mi sto dirigendo verso il pericolosissimo mondo della foto “sic et simpliciter”… ma di questo se ne riparlerà.
Chi possiede un pezzo di cuore in più, oltre alla tecnica, le foto credo che piaceranno. Chi vorrebbe, invece, foto da mostra, trova qualcosa qui.
MONTERIGGIONI
VOLTERRA
CAMBI TESTA, CAMBI ATTREZZATURA
8Ciao,
sono WordPress e pubblico questo post mentre PDB è da qualche parte in giro a fare foto per la Toscana.
Sono stato incaricato di dirvi che stavolta non tornerà con il solito reportage di viaggio e che non sa se pubblicherà qualche foto di questa uscita.
Oh no, niente di segreto, ma pare che il Vostro Affezionatissimo non abbia più molto di mira le foto-cartolina o scatti che sembrano belle donne dallo spirito di plastica. Per i posteri e gli amanti del genere ci sono pile di hard disk pronte a soddisfare qualunque esigenza.
Ma allora che tipo di scatti mancano ad un fotografo? Io cosa diavolo volete che ne sappia, sto dentro ad un server dalla mattina alla sera… ma PDB, lo so per certo, avverte l’assenza di un album suo, di foto per lui importanti da godersi in santa pace, senza che dei ciucciapixel di professione ficchino il naso.
Non capite male eh: il blog rimarrà sempre più attivo che mai e le foto non verranno mai a mancare, ma il mio fotoamatore preferito voleva rendervi partecipi di una specie di cambio di baricentro.
Guardate un po’ cosa si è portato dietro oggi… Piuttosto inconsueto per lui, no?

Reflex + 50 mm (e basta!)
Flash 580 ex II
Esposimetro
Batteria di riserva
Pompetta e pannetto in microfibra
Porta schede di memoria
iPod
A questo va aggiunto un flash bender non inserito in foto, perché utilizzato per la foto stessa.
Attrezzatura estremamente essenziale… e l’assenza di un grandangolare lascia intendere di quanto ne abbia polverizzate le palle di certi soggetti.
Ma siccome di sbarellamaroni ne è pieno il mondo, rispondo io alla fatidica domanda, prima che lui inizi a diventare volgare: “Non era meglio portarsi dietro il 24-70?”.
Il 24-70 è un attrezzo nitido da intimidire qualunque fisso, ma ha un bokeh nervoso (leggi “fa cagare“) e non è in grado di dare ad un ricordo l’eccellenza tridimensionale che merita, almeno in alcuni frangenti. In più, nota personale, si sa che il PDB con lo zoom non si diverte mai del tutto.
Bene, a sto punto aspettiamo che torni e vediamo che ha da raccontarci.
BALLO COUNTRY
2Queste foto sono il seguito del reportage precedente, che riportano un paio di balli fatti al festino country organizzato allo chalet di Zum Zeri.
In realtà mi sono presentato piuttosto disorganizzato per questo tipo di scatti. Nella mia testa doveva svolgersi tutto all’aperto… si vede che non ero mai andato a qualcosa di country eh.
Ad ogni modo: ambiente buio abbestia, niente flash nella borsa e gente che non stava ferma un attimo… L’ideale no?
La principale difficoltà è stata l’esposizione, che comunque, per il momento e l’ambiente un po’ concitato, non sono andato a modificare nella reflex: ho cercato di fare il meno peggio.
Dalle foto (a 24 mm) non sembra, ma provate a pensarmi chinato in un angolo, in braccio ad una vecchia (sconosciuta), intento a spappolarla sul divanetto utilizzandola come appoggio… mentre i ballerini, nel fare i passi a ritroso, ci colpivano tipo Kenshiro (“Ti rimangono 3 secondi di vita“).
Questo è quello che è saltato fuori in una ventina di minuti (poi siamo venuti via per motivi nostri).
La cosa più rilevante di questi scatti è quanta faccia da c**o sappia esercitare la Orny in questi frangenti: guarda lì, va a scattare diretto in faccia… poi gli fiocca un sorriso e amen. Beata lei.
LE VALLI DI ZERI (MS)
4Dopo tanto che raschiavo il fondo alla ricerca di un ripescaggio di foto di emergenza, finalmente ho ripreso in mano la reflex.
Oggi, causa motivi familiari, siamo partiti per la Lunigiana, precisamente per le Valli di Zeri (MS)… e dopo un maciullamento di balle imperiale, dato dalle centinaia e centinaia di curve da percorrere, siamo arrivati a destinazione.
Smaltita la parte noiosa della giornata, la Orny ha vestito i panni del Cicerone (lei è originaria di questi posti) e sulla via che ci avrebbe portato ad un ritrovo country, mi ha illustrato alcune delle bellezze di quei luoghi.
I latini avrebbero colorato la situazione meteo con l’aforisma: “Che tempo di merda“, tanto che ci siamo beccati un bel po’ d’acqua, ma il 24-70 mi aveva confidato che voleva testare la tropicalizzazione, sicché lo abbiamo accontentato.
Le foto del festino country, che devo ancora guardare, le riservo per un prossimo post. Intanto godetevi quel poco che riesco a mostrarvi.
Per i meno romantici: tutti gli scatti sono stati fatti con la 5D mark III con saldato il 24-70 II. In post produzione non è stato fatto alcun fotoritocco e nessun crop (solo una raddrizzatina dove serviva).
RITRATTI GRANDANGOLARI: MI PIACE
5Il mito per cui un ritratto va fatto per forza dai 50 ai 135 mm mi ha oramai maciullato i maroni.
Beh, certo, mica dico di no, ma mettere le ganasce allo zoom e dirgli: “Più sotto di così non ci vai”, mi sembra davvero un atteggiamento da fotorincoglioniti.
Ed è per questo che a me è sempre piaciuto fare ritratti con i grandangoli, anzi, con una ben precisa focale grandangolare: il 24 mm.
Ecco fatto: se fossi in un qualunque contesto di fotomaniaci basterebbe questo per scatenare cose così, perché con la distorsione a barilotto poi la modella si incazza… boia, ma se non siete capaci c’ha ragione la modella a prendervi a schiaffi.
E’ ovvio che per non incorrere nella spiacevolezza di quella distorsione bisogna avere elementari accorgimenti: non fare primi piani, mantenere il soggetto in una zona centrale dell’obiettivo e sapere che un grandangolo va a nozze con contesti dalle geometrie marcate.
Ne verranno fuori dei ritratti con presente una lieve distorsione (io non la correggo neppure in post produzione tanto mi piace) e quindi con un effetto visivo piacevolmente alternativo.
Lo consiglio soprattutto per scatti a bambini ed animali. Se siete bravi, anche agli adulti.
Quest’ultima è stata fatto con uno smartphone il cui obiettivo è un equivalente del 24 mm su full frame.













































































